In occasione della Giornata Nazionale contro Bullismo e Cyberbullismo, che si celebra il 7 febbraio, si è tenuta presso il Liceo Scientifico “Francesco Severi” di Castellammare di Stabia una conferenza allo scopo di sensibilizzare gli studenti all’argomento. A presentare l’evento è stata la prof.ssa Cinzia Filosa: “Il Liceo Severi dice NO al bullismo”, infatti ha continuato dicendo “sono state proposte varie attività mirate a favorire la comunicazione, i lavori realizzati sono stati esposti nell’atrio”. Ad occuparsene, i docenti referenti Franzese, Bellaviti, La Mura, Gallotti, Vanacore.

Ospiti presenti del convegno sono stati:

  • il professore Giuseppe Scialla, garante regionale dell’adolescenza e dell’infanzia;
  • il dottore Ernesto Aghina, presidente del tribunale di Torre Annunziata;
  • la dottoressa Anna Malinconico, sociologa-cabina regionale contro la violenza di genere;
  • la dottoressa Angela Gaeta, psicologa-psicoterapeuta.

“Il convegno chiude un progetto finalizzato ad educare all’intersoggettività nel nuovo millennio”. Gli studenti delle classi prime hanno partecipato a seminari inerenti alla tematica, altri, sono stati indirizzati ai docenti. Un ultimo passo è stato compiuto attraverso l’apertura di uno sportello d’ascolto, a cura della dott.ssa Angela Gaeta.

Hanno preceduto l’intervento degli ospiti i saluti della dirigente Elena Cavaliere, la quale ha letto la testimonianza di un ragazzo, vittima di bullismo, che ha superato le sue insicurezze grazie ad un’amicizia speciale. La prima ad avere la parola è stata, tramite un collegamento a distanza, la dott.ssa Luisa Franzese che ha introdotto il fenomeno del bullismo dal punto di vista normativo.

È intervenuto poi il giudice Ernesto Aghina, il quale ha chiarito che è bassa la percentuale di vittime di bullismo che comunica di esserlo, dunque non si conosce la rilevanza numerica del problema. “Una delle cause è la vittimizzazione secondaria“, ossia la tendenza ad autoconvincersi di meritare tale trattamento. Ha aggiunto inoltre “Non esiste il bullismo come reato, ma esso può determinarne molti altri (percosse, istigazione al suicidio)”. Ha menzionato il cyberbullismo, soffermandosi sul “revenge porn” ed evidenziando il pericolo rappresentato dal web.

È stata data la parola alla dott.ssa Malinconico, che ha invitato gli studenti a non sottovalutare il valore del tempo: anche un semplice Tik Tok da un minuto può avere conseguenze molto più durature. Ha introdotto il concetto di “sistema adulto”, il quale spesso non riconosce i segnali di aiuto di bambini e adolescenti vittime di bullismo, inoltre ha affermato che “Per arginare il fenomeno bisogna creare dei presupposti che ci consentono di agire laddove pensiamo che il disagio ha inizio”.

L’intervento successivo è stato del professor Scialla, Presidente dell’Associazione Italiana dei Genitori, secondo il quale “La scuola dà un bagaglio di competenze utili per lo sviluppo della nostra personalità, ci dà la capacità di stare insieme, infatti la funzione di cooperazione nasce tra i banchi ed è indispensabile anche nella nostra vita sociale”. Ha continuato chiarendo che “Il Garante dell’Adolescenza e dell’Infanzia ha il compito di mettere in pratica tutti i diritti del fanciullo riconosciuti dall’ONU” e ha definito il concetto di bullismo. “È l’interesse del bullo a far del male, a sentirsi superiore, e a denigrare le proprie vittime”-queste sono state le parole del professore-“Il bullismo non è uno scherzo, produce situazioni drammatiche. Pensiamo ai traumi che si possono subire a causa di chi si offende, ed è molto difficile superarli”. Ha inoltre approfondito facendo riferimento ad una ricerca circa il bullismo al femminile, dalla quale è emerso che “A differenza dei ragazzi che spesso aggrediscono fisicamente, le ragazze esercitano una prevaricazione verbale, talvolta ricattano, isolano o screditano le proprie vittime”.

A seguire, la presentazione a cura della classe 1B del progetto “Le regole del bullismo” e la lettura di passi inerenti da parte di alcuni studenti delle classi 4H e 4G.

L’ultima ad intervenire è stata la dott.ssa Angela Gaeta, che ha esaminato l’argomento sul piano emotivo. Infatti ha affermato che “Quando si parla di bullismo, non bisogna sottovalutare l’importanza dell’incontro empatico tra adulti e ragazzi” ed ha in seguito discusso su quanto incida sulle emozioni di un ragazzo l’essere circondato da persone che lo ascoltino, in famiglia, a scuola, o negli ambienti extrascolastici. Inoltre ha ricordato che ha tenuto nei mesi scorsi altri incontri, che hanno visto i ragazzi coinvolti in un “laboratorio emozionale”. Ha infine concluso con una frase significativa, che ha sintetizzato perfettamente il suo intervento: “Sentirsi nel profondo, ascoltarsi per ascoltare, costruendo relazioni sane”.

A cura di Castello Catello, d’Aniello Ludovica, De Simone Federica, Veropalumbo Salvatore