
Il Giorno della Memoria è una celebrazione annuale che avviene ogni 27 Gennaio in ciascun Paese del mondo. Questa giornata è molto importante poiché il suo scopo è quello di commemorare le vittime dell’Olocausto. Il termine “olocausto” originariamente stava a indicare una forma di sacrificio praticata nell’antichità, specialmente nella religione greca e in quella ebraica, in cui la vittima veniva interamente bruciata. Al giorno d’oggi per Olocausto si intende il periodo compreso fra il 1933, quando Adolf Hitler e il partito nazista salirono al potere in Germania, al 1945 quando gli Alleati sconfissero la Germania nazista nella Seconda Guerra Mondiale. Più precisamente, indica il genocidio di tutte le categorie di persone ritenute dai nazisti “indesiderabili” o “inferiori” per motivi politici o razziali, tra cui la prevalenza ebraica. La data del 27 gennaio non fu di certo scelta in maniera casuale, ma proprio perché lo stesso giorno nel 1945 i cancelli di Auschwitz furono abbattuti dalle armate sovietiche e gli ebrei insieme agli altri prigionieri furono liberati, perciò questo giorno fu riconosciuto come la fine della persecuzione del popolo ebraico.
Il Giorno della Memoria fu istituito in Italia nel 2000, in seguito all’emanazione di una legge che prevedeva che ogni 27 gennaio avvenisse una commemorazione pubblica non solo della Shoah in sé, ma anche delle leggi razziali e di tutte le vittime e gli oppositori al regime. Successivamente l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in data 1° novembre 2005, proclamò il 27 gennaio Giornata Internazionale della Commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto.
Ormai è consuetudine che nelle scuole vengano organizzate manifestazioni, incontri, visioni di film riguardo l’argomento, dibattiti, tutto volto a sensibilizzare gli studenti. Ma perché questa commemorazione risulta così importante da celebrare? Ovviamente la Giornata della Memoria non serve semplicemente a ricordare tutte le vittime dell’Olocausto, ma uno dei principali obiettivi è quello di sviluppare in ciascuno una maggiore consapevolezza di tutto ciò che accadde in quello che è considerato il periodo più buio dell’umanità, così che non si ripetano mai gli errori del passato.
Nonostante gli sforzi del regime nazista tedesco per uccidere tutti gli ebrei europei, alcuni sopravvissero all’Olocausto. Le loro testimonianze costituiscono un ulteriore incentivo a ricordare e a far sì che eventi così terribili non si verifichino mai più. Un esempio è costituito da Liliana Segre, deportata a 13 anni insieme alla sua famiglia nei campi di concentramento. Fu l’unica a sopravvivere, liberata dall’Armata Rossa. Nel 2018 è stata nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Di recente, durante la presentazione delle iniziative per la Giornata della Memoria a Milano, nel gennaio 2023, Segre ha affermato: “Una come me ritiene che tra qualche anno” sulla Shoah “ci sarà una riga tra i libri di storia e poi più neanche quella”. e continua : “Le iniziative che possono venire da una vecchia come me a volte sono noiose per gli altri, questo lo capisco perfettamente, so cosa dice la gente del Giorno della Memoria. La gente già da anni dice, ‘basta con questi ebrei, che cosa noiosa’”. L’avvertimento della senatrice bisogna prenderlo come una sfida, cercare dunque di far sì che gli orrori costituiti dall’Olocausto non vengano ridotti a una semplice citazione nei libri di storia. Come disse Primo Levi “L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”, perciò sta a noi mettere in atto tutto ciò che viene detto all’interno delle commemorazioni della Shoah e far sì che di Giorni della Memoria se ne celebrino a lungo, solo così le vittime avranno giustizia e questi eventi rimarranno semplicemente un brutto ricordo del passato.
A cura di: Narciso Giovanna, Savarese Lara, Somma Laura, Staiano Anna